Rimedio Naturale

Ama senza possedere, accompagna senza invadere e vivi senza dipendere

22 agosto 2018 in Umore e psicologiche

Una delle più grandi dimostrazioni d’amore è lasciare che la persona amata sia se stessa. E’ anche una grande dimostrazione di maturità psicologica, pur essendo un qualcosa difficile da ottenere in quanto la società ci ha programmati per “possedere”. In una cultura nella quale chi più ha più vale, è difficile riuscire a rimuovere questo concetto dalle relazioni interpersonali, diventando possessivi.

Non appena abbiamo qualcosa, non appena sentiamo che qualcosa è nostro, ci attanaglia la paura di perderlo. Quanto più ci avviciniamo a questa persona, più la amiamo, e più questa paura aumenta.

La possessione implica sempre insicurezza e bassa autostima. Le persone insicure tendono ad essere più possessive, hanno molta più paura di perdere ciò che hanno vicino in quanto, in fondo, credono di non meritarlo. Il problema è che queste persone, piuttosto che analizzare da dove proviene la possessività, cercano di bloccare paure e insicurezze con più controllo.

La possessività è una dinamica davvero perversa, che arriva ad accecare le persone. Si può arrivare ad avere un desiderio di possesso così grande da finire con l’asfissiare le persone che amiamo.

Non confondere l’attaccamento con l’amore. La possessività ha origine nella confusione: si crede che l’attaccamento sia amore. L’attaccamento è una emozione superficiale che ci lega, mentre l’amore è un’emozione molto più grande, che ci libera. Amare qualcuno è lasciarlo libero, legarsi a qualcuno è attaccamento. La possessività è una forma di attaccamento che non riflette amore, ma solo un desiderio e una necessità di controllo.

Lascia andare la necessità di controllo. La possessività nasce nell’insicurezza che cerchiamo di attenuare attraverso il controllo, in quanto quest’ultimo ci offre una falsa illusione di sicurezza. Tuttavia, il controllo che viene esercitato è minimo, e la vita può portarti via le persone alle quali vuoi bene. Non spendere energia per controllare le altre persone: sforzati nell’accompagnare l’altra persona lasciandola libera.

Coltiva il tuo “io”. La dipendenza emotiva dall’altro e il desiderio di controllarlo nasce anche dall’incapacità nel soddisfare le nostre necessità. Quando il nostro “io” è maturo, quando abbiamo fiducia nelle nostre capacità e siamo coscienti delle nostre emozioni, la possessività sparisce: non ne abbiamo più bisogno.

Tutti hanno diritto ad essere ciò che sono. Non facciamo del bene quando imponiamo le nostre opinioni e il nostro modo di fare. Non cadere nell’errore di cercare di imporle: nessuno è obbligato a soddisfare le nostre aspettative. Il regalo più grande che si può fare a chi si vuole bene è lasciare che essi siano ciò che sono.

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