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7 frasi del libro “Donne che corrono coi lupi”

15 Aprile 2019 in Psicologia

Le frasi del libro “Donne che corrono coi lupi” ci mostrano le chiavi di questo istinto femminile primordiale, che molte donne hanno dimenticato o trascurano. Si tratta di un bellissimo libro che ci invita a reinterpretare l’esperienza delle donne attraverso racconti popolari, l’arte e la natura, per entrare in contatto con questa “lupa” trasformatrice che ci invita a diventare mature ed essere libere.

Clarissa Pinkola Estés, autrice del libro, è una scrittrice e psicoanalista statunitense che è riuscita ad abbinare la tradizione orale dei racconti, con un tipo di psicologia concreta che cerca di favorire la crescita personale delle donne. Alcune frasi del libro sono una vera e propria guida per chi sta cercando di conoscersi meglio e lavorare sulla propria identità.

Essere se stessi. “Essere noi stessi può portarci ad essere allontanati da molti altri. Tuttavia, soddisfare ciò che vogliono gli altri ci allontana da noi stessi“.

Questa frase è un inizio di crescita personale e autorealizzazione. Il coraggio di essere noi stessi in qualsiasi scenario o contesto ci permetterà di conservare la nostra identità.

Essere forti. “Essere forte non significa esercitare i muscoli. Significa trovare la propria luce senza fuggire, vivendo attivamente e in modo personale con la natura selvaggia. Significa essere capaci di capire e sostenere ciò che sappiamo. Significa sostenersi e vivere“.

Per capire meglio questa frase si potrebbe partire dalla definizione di “sesso debole” che viene spesso data alle donne. Debolezza e fragilità sono aggettivi che hanno accompagnato per troppo tempo la figura femminile. Tuttavia, non è ben chiaro ancora oggi cosa significhi essere forti. Forte è chi non scappa, chi mostra senza paura la propria identità, non si arrende ed è capace di vivere con allegria e coraggio.

Allontanarci ci permette di riscoprire noi stessi. “Anche se l’allontanamento non è un qualcosa che si desidera per divertimento, esso offre un guadagno inaspettato. Elimina la debolezza, fa sparire il pianto, abilita la percezione interna, aumenta l’intuizione e garantisce la potenza dell’osservazione penetrante…“.

L’allontanamento, inteso anche come l’atto di lasciare alle spalle ciò che non si conosce per affrontare la propria solitudine o l’incertezza, ci regala nuove abilità. Permettendoci di allontanarci dalla nostra quotidianità e rompere gli schemi, esso ci permette di far uscire quella dona “selvaggia” che può così lavorare sulla propria identità in modo autentico.

Gli effetti di non amare se stessi. “La nostra fame segreta di essere amati non è bella. Il nostro disuso e il cattivo uso dell’amore non è bello. La nostra mancanza di lealtà e devozione è poco amorosa, il nostro stato di separazione dall’anima è brutto, sono verruche psicologiche, insufficienze e fantasie infantili“.

In molte frasi del libro viene comparato il comportamento delle donne con quello dei lupi. C’è un aspetto che è in costante evidenza: la donna di oggi si è separata dalla sua versione selvaggia. Detto in altri termini, abbiamo messo da parte l’istinto che porta il lupo ad essere consapevole di se stesso, di riconoscersi e di godersi il suo essere forte, libero e prezioso.

L’amore autentico. “L’amore, nella sua forma più piena, è una serie di morti e rinascite. Lasciamo una fase, un aspetto dell’amore, ed entriamo in un’altra fase. La passione muore, poi ritorna“.

L’amore è l’unica forza che non si estingue mai, e non si spegne mai per sempre. E’ un’entità capace di trasformare e che si estende, ci permette di diventare più maturi, nonostante muoia e rinasca costantemente. L’amore è anche quella forza che ci nutre durante la crescita.

Toccare il fondo. “La terra migliore per piantare e far crescere qualcosa di nuovo si trova nel fondo. In questo senso, toccare il fondo, sebbene sia estremamente doloroso, è anche un terreno di semina“.

Le persone hanno una paura atroce di toccare il fondo. E’ arrivare al limite delle forze, perdere tutto, anche la speranza. Ma cosa si può fare quando si perde tutto? E’ proprio in questo momento che nasce qualcosa di nuovo. Cambiamo pelle, eliminiamo i pesi morti per risalire e crescere ancora più forti.

La crescita autentica. “Se viviamo così come respiriamo, inalando ed espirando, prendendo e lasciando andare, non potremo sbagliarci“.

Questa frase simboleggia il ciclo della vita: imparare, lasciare andare, accettare, andare avanti… E’ il cammino che bisogna intraprendere, semplice e a sua volta seguendo il corso della natura. La nostra esistenza è ciclica, sapersi adattare ai cambiamenti è sopravvivere, ma va fatto con equilibrio, senza resistenza.

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