Saper aspettare non è debolezza, ma coraggio

4 Gennaio 2020 in Psicologia

Saper aspettare, attendere il tempo necessario affinché i semi possano crescere, i sentimenti apparire e i fatti accadere. Ogni cosa ha il suo tempo, i suoi ritmi, anche se ci rifiutiamo di accettarlo.

L’attesa è il tempo della noia e dell’impazienza, ma anche il preludio che ci protegge, l’arte della pazienza e il cammino dell’apprendimento, a volte involontario.

La società attuale si basa molto sulle performance e sul rendimento, sui risultati ottenuti nel minor tempo possibile. Si vuole fare sempre di più, e più velocemente.

Si vive in modo accelerato, costantemente sotto pressione, in un mondo che ci offre un eccesso di stimoli e ci rende preoccupati più per i risultati che per il cammino.

Fermarci ci fa paura: ma cosa succederebbe davvero? Come ci sentiremmo se mettessimo un freno alla nostra velocità? La pazienza è un’arte che presuppone la tolleranza alle incertezze. Attendere ci fa paura, ma è evidente che a volte è impossibile evitarlo.

Saper aspettare vuol dire proteggersi dall’eventualità dell’immediato, ed essere capaci di superare situazioni avverse senza cadere. Chi sa avere pazienza conosce bene gli ostacoli e le conseguenze dell’impulsività.

Essere pazienti vuol dire non lasciarsi trascinare dalle circostanze, ma saper agire al momento giusto.

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