Un “come stai?” o un “buongiorno” su Whatsapp possono essere terapeutici

30 Marzo 2020 in Psicologia

Un “come stai?” o un “buongiorno” su Whatsapp aiutano tantissimo quando la distanza è grande, quando non ci si può abbracciare o guardare negli occhi. Le nuove tecnologie possono fare da meravigliosi ponti quotidiani per rinforzare le nostre relazioni.

Le nuove tecnologie sono le nuove scorciatoie per amplificare le esperienze quotidiane e renderle più immediate. La messaggeria istantanea ormai fa parte della nostra vita.

In condizioni normali, questo potrebbe essere un problema. L’abuso di questi nuovi canali di comunicazione può portarci ad alienarci e isolarci. Eppure, di questi tempi, essi diventano uno strumento fondamentale per migliorare la nostra salute mentale.

Questo vincolo digitale stabilito attraverso strumenti come il Whatsapp, ci permette di sviluppare un altro tipo di interazione che, se gestita in modo adeguato, può far dare un salto di qualità alle nostre relazioni quotidiane.

Il Whatsapp e il vincolo digitale possono convertirsi in generatori di dopamine. Nel tranquillante per la mamma che si assicura che suo figlio, che vive lontano, sta bene, o del sorriso mattutino di una coppia che si saluta con una emoticon allegra.

Gli esseri umani sono creature sociali attive, dinamiche, curiose e creative, e hanno trovato in questi canali un meraviglioso modo per sentire vicino chi si trova lontano.

Sebbene un abbraccio, un bacio o una carezza non potranno mai essere sostituiti da una faccina, una telefonata su Skype o un messaggio su Whatsapp possono renderci la vita più semplice.

Condividi l'articolo
Importante: Questo sito web non dà consigli medici, né suggerisce l'uso di tecniche come forma di trattamento per problemi fisici, per i quali è invece necessario il parere di un medico. Nel caso si decidesse di applicare le informazioni contenute in questo sito, lo stesso non se ne assume le responsabilità. L'intenzione del sito è quella di essere illustrativo, non esortativo né didattico.

Aggiungi un commento