Come preparare il “sapone di casa” della nonna: sgrassa e profuma
Di - Redazione - 1 Agosto 2025 in Casa

Nel cuore delle tradizioni domestiche italiane, c’è una pratica tanto antica quanto efficace: la produzione casalinga del sapone. Il “sapone di casa” della nonna è un simbolo di semplicità, autosufficienza e rispetto per l’ambiente, che oggi riscopriamo con occhi nuovi, cercando alternative naturali e sostenibili ai prodotti industriali.
Il procedimento ha inizio con ingredienti essenziali e facilmente reperibili:
- 5 litri di olio usato (quello residuo dai recipienti di cucina)
- 1 kg di soda caustica a scaglie
- 20 litri di acqua
Questi tre elementi, uniti con attenzione e pazienza, danno vita a un sapone genuino, efficace per il bucato e delicato sulla pelle.
Il composto va mescolato sempre nello stesso senso, portato a ebollizione e rimestato per almeno un’ora, aggiungendo man mano il resto dell’acqua.
La miscela, col tempo, si addensa e forma una schiuma compatta e fine. Un antico trucco per capirne la prontezza è semplice: se, alzando il mestolo, fila come il miele, è pronta.
A questo punto, si lascia raffreddare e riposare per una settimana o due. Quando il blocco si stacca facilmente dalle pareti del contenitore, si può capovolgere e tagliare nelle forme desiderate.
Il sapone ottenuto è puro e naturale. Può essere usato per la detersione del corpo oppure per il bucato, offrendo una soluzione ecologica, economica e priva di sostanze chimiche superflue.
Oltre ai suoi usi più classici, questo sapone può essere impiegato in modi semplici ma ingegnosi:
- Smacchiatore naturale: strofinato direttamente su colletti, polsini o macchie ostinate prima del lavaggio.
- Detergente per superfici: grattugiato e sciolto in acqua calda, funziona perfettamente per pulire pavimenti o superfici lavabili.
- Repellente per insetti: tenuto in sacchettini nei cassetti o negli armadi, aiuta a tenere lontane le tarme grazie al suo odore naturale.
Fare il sapone in casa non è solo un gesto nostalgico. È un modo concreto per ridurre gli sprechi, dare nuova vita all’olio esausto e riscoprire la bellezza dei saperi tramandati. Un ritorno alla manualità che parla di cura, rispetto e semplicità.