La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi (e cosa fare a riguardo)

5 Ottobre 2018 in Psicologia

C’è una tragedia silenziosa che è in atto in questo momento, nelle nostre case, e che colpisce i nostri figli. Lo stato emotivo dei nostri bambini è orribile: negli ultimi 15 anni, vari studi hanno generato statistiche allarmanti constatando aumenti bruschi e costanti di problemi mentali tra i bambini.

Secondo statistiche internazionali, 1 bambino su 5 soffre di problemi di salute mentale, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività è aumentato del 43%, la depressione tra gli adolescenti de 37% e, tristemente, anche il tasso di suicidio tra i bambini tra i 10 e i 14 anni ha subito un’impennata.

La soluzione non è certo prendere atto della realtà e accettarla, chiudere la questione dicendo che “sono nati così” o dando la colpa alla scuola. In molti casi sono i genitori ad avere in mano la soluzione per risolvere le difficoltà dei proprio figli.

E’ stato confermato scientificamente che il cervello ha la capacità di ricalibrarsi interagendo con il contesto esterno. Purtroppo, però, il contesto che circonda i nostri bambini sta ricalibrando il loro cervello verso una direzione sbagliata, creando ulteriori difficoltà nelle loro vite quotidiane.

Non si parla di bambini con disabilità, ma di bambini che hanno difficoltà generate da fattori ambientali che genitori, seppur con buone intenzioni, stanno creando. Nel momento in cui i genitori cambiano la prospettiva su come crescere i propri figli, anche i bambini cambiano.

Qual è il problema?

Le basi che mancano al giorno d’oggi ai bambini sono: genitori più coinvolti emotivamente, limiti e orientamenti ben definiti, responsabilità, alimentazione e sonno adeguati, movimento e tempo all’aria aperta, giochi creativi e manuali, interazione sociale, opportunità di annoiarsi.

Al contrario, ai bambini si sta dando: genitori distratti con strumenti digitali, genitori indulgenti che permettono ai bimbi di assumere un ruolo di autorità, alimentazione e sonno poco adeguati, stimolazioni costanti (tecnologia, gratificazione istantanea e mancanza di momenti di noia).

E’ possibile immaginare una generazione venuta su in un ambiente così malsano? Assolutamente no. Non ci sono scorciatoie per la crescita dei bambini, e la natura umana non può essere ingannata. I risultati, devastanti, sono già visibili nella nostra società: i nostri bambini pagano col loro benessere emotivo la loro infanzia poco equilibrata.

Come risolvere il problema?

Per far sì che i nostri figli possano diventare individui felici e sani, bisogna tornare alle cose essenziali. Stabilire limiti e ricordarsi che i genitori non sono amici, e dare al bambino ciò di cui hanno bisogno, e non solo ciò che vogliono.

Non bisogna aver paura di dire “no” se ciò che i bambini vogliono è superfluo e non necessario. Bisogna fargli condurre una dieta nutritiva, far praticare attività fisica (bicicletta, passeggiate nella natura). Aumentare le ore passate in compagnia degli altri componenti della famiglia, senza coinvolgere la tecnologia.

I bambini devono anche avere degli obblighi, come conservare i giocattoli, mettere a posto i vestiti e gli alimenti dopo aver fatto la spesa, apparecchiare. E’ importante fissare una routine che determini gli orari per andare a letto, insegnare ai bambini cosa vuol dire essere responsabili e indipendenti.

Non preparare lo zainetto a tuo figlio, non portargli a scuola il pranzo o il libro che ha dimenticato, non sbucciare la banana a un bambino di 5 anni. Insegna loro ad attendere la gratificazione, fai sì che esistano momenti di noia, per far sviluppare il loro il senso di creatività.

La tecnologia non è una soluzione alla noia, aboliscila dai pasti, dai viaggi in auto, dalle passeggiate, dai ristoranti o dai centri commerciali.

E’ importante che i genitori siano disponibili emotivamente e che comunichino con i propri bambini. Le abilità sociali si apprendono sin dall’infanzia e determineranno l’adulto che verrà.

Insegna al bambino a salutare, a fare i turni, a condividere, ad avere empatia, a condurre una conversazione. Sorridi, abbraccia, bacia, accarezza, balla o salta con tuo figlio. Possono sembrare gesti superflui ma sono importantissimi per la crescita mentale dei nostri bambini.

Fonte: Victoria Prooday, terapista occupazionale

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